Io, però, da cittadino lecchese prima che da segretario di partito, sono deluso da questa scelta. Innanzitutto perché la candidatura Castelli è maturata molto lontano da Lecco: a Milano, o addirittura a Roma, con buona pace del federalismo sbandierato dai padani di casa nostra. Possibile che non si sia riusciti ad ascoltare la città, i suoi abitanti, come è stato fatto invece in questi mesi dal PD? Contiamo davvero così poco noi lecchesi, visti dalle stanze romane? Ma la delusione più forte me l’ha data lo stesso viceministro, quando ha dichiarato candidamente ai giornali e alle televisioni che non potrà lasciare l’incarico a Roma e che il sindaco lo farà nei ritagli di tempo. La nostra città merita davvero così poca considerazione da essere ritenuta degna solo di un impegno part-time?
Qualcuno affermerà che l’attuale posizione di Castelli potrà essere utile alla città.
Ma chiediamoci cosa ha fatto finora per Lecco il sottosegretario alle infrastrutture. Ha forse risolto, tanto per fare un esempio, il problema del cantiere del Tribunale di Piazza Affari (da lui inaugurato quando era ministro della Giustizia)? Si è attivato con celerità per risolvere il problema della SS36 bloccata dalla frana, evitando code e disagi per i cittadini lecchesi?
Si è parlato di discontinuità con la giunta precedente (a proposito, ma Bossi non aveva detto che l’unica candidata possibile era ancora Antonella Faggi?). Scommettiamo invece che dietro il “sindaco del week end” ricompariranno le stesse facce che i cittadini erano riusciti, per il tramite dei consiglieri comunali dimissionari, a mandare a casa? Mi riferisco a quella coalizione incapace e litigiosa che ha saputo solo creare danni al nostro territorio e bloccare la città e il suo sviluppo negli ultimi anni.
La nostra città, devastata e umiliata da anni di governo a guida leghista, ha ora più che mai la necessità di una conduzione sicura, concreta ed esperta. Lecco ha bisogno di un sindaco e di una squadra presenti, capaci, disponibili.
Non può permettersi di fare… Castelli in aria, ma ha un assoluto bisogno di persone che abbiano “Lecco nel cuore”.
La nostra città ha bisogno di un sindaco come Virginio Brivio.
Vittorio Campione
Segretario PD Città di Lecco








Leccoprovincia
A questa coalizione che include separatisti (Lega) e nazionalisti (A.N.), cattolici (C.L.) e materialisti (comunisti e socialisti … pentiti e opportunisti!) sarà dato in mano il governo della città! Aggiungiamoci poi qualche “partigiano del 25 aprile”, come si dice in gergo, che saliranno sul carro al momento del ballottaggio, se ci sarà, e avremo così fatto un insalata di … ris…ate amare!
Sì perché ci rimarranno solo gli occhi per piangere … forse!
Dalle dichiarazioni rilasciate al TG 3, l’on. (??!!) Castelli ha affermato che farà il sindaco part time!
Se come ministro della giustizia “a tempo pieno” è solo riuscito a nominare come consulente all’edilizia carceraria un … pescivendolo, lui che è un ingegnere (??!!), cosa pensiamo di ritrovarci in comune, se sarà sindaco part time, come consulente ai buchi e rattoppi stradali vari … qualche pasticcere o barista?
Secondo una mentalità vetero-ebraica, quando succedeva qualcosa di brutto (i.e. una disgrazia!) si pensava che qualcuno della famiglia, o, quantomeno, un parente prossimo, avesse peccato “pesantemente”! Ma era anche vero il contrario!
Secondo questa logica quali grossi meriti possano avere i lecchesi per meritarsi certi candidati. Ma, gira che ti rigira, negli ultimi 20 anni sembrerebbe che tutto sia positivo! Hanno costantemente rieletto lo stesso schieramento.
Ora la domanda sorge spontanea: a Lecco serve un sindaco che sia un buon amministratore o una distribuzione generalizzata di occhiali, di maschere antiga e protesi auditive varie?
Con le normative attuali che danno in mano a chi vince le elezioni il governo della città per 5 anni, senza possibilità di ripensamento o appello, ci rimane solamente di pregare ma non solo per modo di dire, ma … veramente!
Cordiali saluti
Dario Spreafico